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Archivio dell'Arte

I tetti in paglia



L’antica copertura in paglia, tuttora presente in alcune costruzioni piemontesi, era utilizzata di frequente negli edifici rurali per la notevole leggerezza, l’ottimo isolamento termico e la buona resistenza agli agenti atmosferici (in caso di neve la struttura, discretamente inclinata, ne favorisce lo scivolamento a terra ed è idrorepellente). La durata media della copertura superficiale (generalmente in paglia di segale) era di circa quarant’anni, quella dell’intera struttura poteva arrivare anche a trecento, a meno che non venisse danneggiata durante un incendio.

Attorno al XIV-XV secolo, con la maggiore diffusione delle fornaci ed il conseguente aumento dell’uso di laterizi, unito alla volontà di contenere il rischio di incendi, molte comunità tendono a ridurre l’edificazione di tetti in paglia. Restavano tuttavia numerosi esempi di tali coperture. Nel XVII secolo sono presenti coperture in paglia non solo di abitazioni rurali, ma anche di edifici pubblici e magazzini. Durante l’ottocento ed il novecento si assiste presumibilmente ad una nuova diffusione di questo tipo di copertura, poiché viene riscontrato dai documenti dell’epoca un aumento delle coltivazioni di segale.

Attualmente esistono splendidi esempi nel Cuneese, in Valle Stura, nel Biellese, nella Valsesia, in Val di Gesso e Vermegnana e nelle valli di Lanzo.


Le "trunere", case in terra dell’alessandrino

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Novembre 2011 17:07
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