| Nato a Volpedo, un piccolo centro della campagna alessandrina, Giuseppe Pellizza scelse di
vivere lontano dalle capitali artistiche europee di fine Ottocento in un
isolamento che rispondeva alla sua necessità di poter riflettere e
operare in assoluta indipendenza. Nello stesso tempo, però, l'artista
"si nutriva" di frequenti viaggi e soprattutto di continui
scambi con i più importanti centri italiani che lo videro, di volta in
volta, presenza significativa nelle maggiori rassegne espositive. Un
profondo impegno critico connotò sempre la sua produzione consentendogli
di raggiungere risultati di statura internazionale nell'ambito della
tecnica divisionista usata anche come strumento flessibile e adatto a
inverare contenuti via via più impegnativi nel rapporto col vero, e nella
interpretazione simbolica della natura e della vita umana.
Il Quarto Stato
Nel Quarto Stato, iniziato nel 1898 e terminato nel 1901, è
evidente che Pellizza non intendeva rappresentare esclusivamente una
scena, sia pure molto importante, della vita sociale del proprio tempo,
vale a dire un momento di sciopero e di protesta. Vi compaiono, infatti,
delle figure che avanzano verso la piena luce, mentre sullo sfondo
campeggia un tramonto: è chiara l'allegoria sociale del popolo che avanza
verso un futuro radioso, lasciandosi alle spalle l'età dell'oppressione.
Il tema era già stato trattato più volte e continuamente rielaborato da
Pellizza, a partire dal 1891, con Ambasciatori della fame,
attraverso Fiumana, completata nel 1896, e il bozzetto preparatorio
del Quarto stato del 1898, Il cammino dei lavoratori,
secondo il titolo inizialmente prescelto, ed era andato ampliandosi ed
approfondendosi durante questo percorso, di pari passo con l'evoluzione
artistica del soggetto.
La ricerca formale presente nella tela è di altissima qualità: la
composizione è perfettamente calibrata e conchiusa e la massa avanzante
non è inerte, ma il gestire delle mani, dei piedi e il gioco delle ombre
movimentano la sua rappresentazione producendo un'ondulazione.
Le linee rette ed ondulate si equilibrano suggerendo l'avanzare lento,
calmo e pacato ma ineluttabile di una nuova classe, forte della sicurezza
che le deriva dalla consapevolezza del proprio ruolo storico.
[da A. SCOTTI, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano, Electa,
1986]
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Studio-Museo di Pellizza da Volpedo
Orario
Maggio - Settembre
Sabato e Festivi
ore 16:00-19:00;
Ottobre - Aprile
Sabato e Festivi
ore 15:00-17:00.
Indirizzo
via Rosano 3 Volpedo (AL)
Per visite infrasettimanali telefonare al
N.
0131-80495
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