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Il Montebore PDF Stampa E-mail
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Un raro formaggio della Provincia di Alessandria: il Montebore, dall'omonima frazione del paese di Dernice, in Val Curone.
Già conosciuto nel XII secolo, esportato per secoli in Liguria e Lombardia, questo formaggio ha conosciuto un periodo di abbandono fino a pochi anni addietro, quando è stato riscoperto grazie anche all'interessamento di Slow Food, che ne ha fatto uno dei protagonisti di Cheese '99.
Una fama meritata, peraltro, per l'originalità di questo formaggio a latte crudo dalla forma unica (un tronco di cono a gradoni, modellato sul rudere del castello del paese), composto al 75 % di latte vaccino di razza tortonese e al 25 % di latte ovino di razze miste. Il sapore antico del Montebore può essere gustato fresco, semi-stagionato (15 giorni) o da grattugia.
Il recupero di questo prodotto ha significato anche un importante tentativo di salvare le antiche tradizioni agricole della zona, rivitalizzando i pascoli e cercando di preservare la preziosa razza bovina tortonese ridotta a poche decine di esemplari.
Vale la pena visitare queste splendide valli al confine con la Liguria, alla ricerca dei prodotti tipici.

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 08:42
 
Formaggi piemontesi - presentazione PDF Stampa E-mail
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Il Piemonte è una regione con una tradizione secolare nell'arte casearia, alcuni prodotti fondano le loro origini nel medioevo, legate al mito carolingio. Il nome stesso formaggio proviene dal latino medievale "formaius" con riferimento a "forma", trattandosi sostanzialmente di latte tenuto in una forma.
Il formaggio piemontese forse più conosciuto è il Gorgonzola, nato più o meno nel 1200 nella zona a cavallo del Ticino, prodotto ora soprattutto nel Novarese. Ad esso si aggiungono altri sette formaggi che hanno ottenuto il marchio DOP, ma non c'è zona che non vanti almeno una specialità di latte ovino, caprino o vaccino.
Compagno immancabile per assaggiare degnamente il formaggio è  il vino: nella nostra regione si potrebbe abbinare un Passito di Caluso oppure un Loazzolo.  Il vino rosso resta tuttavia  la scelta migliore, purché sia un grande, robusto rosso: il Barolo, o comunque un vino tratto dall'uva del Nebbiolo.



Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 16:43
 
Gorgonzola DOP PDF Stampa E-mail
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E' il più celebre tra i prodotti caseari piemontesi. Se ne hanno notizie che risalgono al settimo secolo e nacque, probabilmente, a cavallo del Ticino, lungo la strada delle transumanze. Oggi il centro di produzione è nel novarese, mentre il nome gli viene dalla cittadina lombarda di Gorgonzola. E' stato riconosciuto con legge del 1955: c'è un consorzio di tutela del Gorgonzola con oltre cento soci, infatti ogni forma deve essere marchiata.
La leggenda dell'invenzione del Gorgonzola è legata alla sbadataggine di un pastore, che, senza avere gli arnesi adatti alla lavorazione del latte, mise la cagliata ricavata dal poco latte delle mucche stanche (stracche) dal viaggio in un recipiente di fortuna. Quando, dopo qualche mese, tornò all'alpeggio, trovò quel poco latte trasformato in uno stracchino modificato dalle muffe, particolarmente piccante e appetitoso. Il prodotto venne subito apprezzato e poiché era nato nei pressi di Gorgonzola ne prese il nome.
Appartiene alla famiglia degli erborinati, così detti perché screziati dal verde delle muffe: al latte vaccino si aggiungono spore di Pénicillium, fermenti lattici e caglio di vitello.
Il prodotto esiste in due versioni: quella "dolce", ormai diffusa su tutte le tavole italiane, quella "piccante" o "naturale", più rara, benché sia la ricetta originale, a causa del gusto più forte, poco indicato per il gusto medio dei consumatori.
Si presenta con una crosta ruvida, umida, tendente al rossiccio quando è matura; all'interno la pasta è di colore bianco, screziato di verde blu a causa delle muffe, più o meno cremosa a seconda della stagionatura.
Viene usato in mille modi nella cucina piemontese: dal semplice spuntino con del pane che ne esalta il sapore inconfondibile, all'abbinamento con la mostarda d'uva; senza dimenticare che il Gorgonzola è da sempre l'elemento immancabile come condimento della polenta, magari accompagnato da un buon vino rosso invecchiato.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 16:47
 
Murazzano DOP PDF Stampa E-mail
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Formaggio cuneese a denominazione d'origine controllata, prodotto nella zona di Murazzano, nell'Alta Langa; è uno dei componenti più pregiati della famiglia delle Robiole piemontesi. In origine era ottenuto da latte di pecora, oggi  la versione originale è sempre più rara, poiché la legge di disciplina consente l'uso di un 40% di latte vaccino.
E' prodotto in piccole forme cilindriche di 10-15 cm di diametro, pasta morbida e consistente; la crosta e molto sottile e stagionando assume un caratteristico colore rossiccio. Da questo colore sarebbe venuto il nome "rubeola", quindi robiola.
Il Murazzano è tipico da tavola; spesso viene servito con pepe e olio extravergine di oliva; lasciato invecchiare può essere grattugiato.
Il Murazzano Dop deve essere avvolto nella caratteristica carta triangolare con su impresso il marchio del Consorzio.


Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 16:48
 
Valcasotto PDF Stampa E-mail
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Il Valcasotto è un ottimo formaggio di montagna, purtroppo molto raro, è ottenuto da latte vaccino intero, assieme a piccole percentuali di latte ovino e caprino.
Presenta una crosta molto sottile quando è fresco, mentre diventa marrone e rugosa, con segni di muffe rossastre, se molto stagionato. La pasta è tenera, di colore bianco avorio o paglierino, diventa più cremosa se è stagionato. Le tome sono rotonde, con diametro di circa15-20 cm e arrivano a pesare 1 kg.
Il territorio di produzione si estende a tutta l'alta Valle del Tanaro, in particolare sugli alpeggi al confine con la Liguria.


Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Settembre 2010 16:49
 
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