Da asti ad alessandria Stampa
Itinerari

Asti si trova a cavallo tra Alto e Basso Monferrato, terre dove la coltura predominante è il vigneto da vino. Percorrendo il suo centro storico si scorgono le torri medioevali mozzate che si alternano a severe facciate barocche. Da visitare la Collegiata di San Secondo, la Cattedrale, la Rotonda di san Pietro, l'adiacente sconsacrata chiesa di San Pietro in Consavia.
Freschi ortaggi, soprattutto sapidi peperoni per la bagna cauda, salami crudi e cotti, cacciatorini, cotechini, sanguinacci e salsiccia, eccellono, a meridione di Asti, a Costigliole e sui suoi colli, nella frazione Loreto, che è la più antica di quella località, di fronte al bricco Lù i cui tredici cipressi ricordano altrettante streghe leggendarie, presso la cascina Castlèt dei Borio da dove lo sguardo abbraccia sia il Monferrato che, più giù, più rugose e più ruvide, le prime Langhe. Al Castlèt si producono, oltre ai vini fatti con tradizionale passione e moderni metodi, miele integrale d'acacia, di tiglio, di rododendro e di castagno. A Isola d'Asti, si sfornano, assieme ai pani fragranti, i "tirulen d'Isula", tipici biscotti dal gusto dolce e amarognolo a un tempo, da assaggiare con la Barbera locale che ha un proprio monumento nel Castello di Costigliole dove si trova l'Enoteca Regionale assieme a un museo dell'artigianato monferrino.

Isola è sulla strada di Agliano: chi non ne può più di tanto vino, trova qui un'acqua minerale che sgorga dalla Fons Salutis, indicata nella cura delle malattie del fegato e delle vie biliari. Ma tornerà a gozzovigliare nelle cantine di Nizza Monferrato , in quella sociale e in quella dei Bersano soprattutto, ad aspettare con impazienza la stagione dei rinomati tartufi nicesi, ad imbandire tavole con freschi cardi spadoni quando, lasciata Asti alle spalle, farà rotta per Alessandria lungo le rive del Tanaro, della Bormida e dell'Orba.
Si apre la pianura Padana e continua la festa: la città ebbe a soffrire, come tante d'altronde, assedi, guerre e lutti. Ma, pur fra questi, conobbe episodi curiosi come quello della regina Pedoca. Dura condottiera germanica, la donna aveva fama di sanguinaria sterminatrice. Strinse nella morsa delle sue soldatesche la città, che tuttavia opponeva una forte resistenza. Se una non cedeva, manco l'altra mollava. Pedoca, anzi, fece impiantare dei vitigni a ridosso delle mura cittadine, assicurando che non se ne sarebbe andata fino alla comparsa della nuova uva. Maturata questa, la situazione di stallo protraeva. A Pedoca non restava che togliere l'assedio, ma prima di far fagotto, fece versare il vino di quelle vigne ad arrossare la terra al posto del sangue degli alessandrini. Come la regina, all'assedio dovette rinunciare anche il Barbarossa, a ricordo di quel fatto storico resta una statua romanica sulla facciata della Cattedrale.
Ma più che questa chiesa, si visitino, in città, Santa Maria di Castello, gotica del Trecento con portale del rinascimento e, tra gli edifici civili, il museo con pinacoteca, dove si trovano opere di Pelizza da Volpedo e il settecentesco palazzo Ghilini in piazza della Libertà, cuore della città.

Info:

APT di Alessandria
tel: 0131 - 251021.

APT di Asti
P.zza Alfieri, 33 14100 ASTI -
Tel. 0141/530357 -
Fax n.
0141/538200

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Giugno 2010 10:51