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Via del Gavi - Tre itinerari PDF Stampa E-mail
Itinerari

La Via del Gavi (Gavi-Novi Ligure) - introduzione

Gavi e Novi Ligure, in provincia di Alessandria, sono il cuore dell'area, facilmente raggiungibili da Torino, Milano e Genova.
La zona è principalmente servita dall'autostrada A7 (Milano-Genova), con una comoda uscita al casello di Serravalle Scrivia, oltre che da strade statali provenienti da Ovada, Alessandria e attraverso il valico dei Giovi (per chi arriva da sud). Inoltre Novi Ligure è servita dalla linea ferroviaria internazionale Torino-Genova.
L'itinerario si snoda attraverso una regione ricca di storia, di fascino e di sapori inconfondibili, a cominciare dal Cortese di Gavi, vino bianco secco, che ha legato indissolubilmente il suo successo a questa zona di dolci colline, dove regna ancora un'atmosfera contadina, evoluta nel segno della tradizione.
La Via del Gavi coincide per lunghi tratti con gli antichi tracciati della Via Francigena, percorsa nel medioevo dai pellegrini per andare a Roma. Da questa panoramica generale sono proposti alcuni itinerari a cavallo tra la storia, la cultura e la gastronomia.



Primo itinerario: Novi Ligure e dintorni

Novi Ligure / Cassano Spinola / Pasturana / Francavilla Bisio / Capriata D'Orba / San Cristoforo / Tassarolo

Il primo percorso inizia da Novi Ligure, centro vivace, che si è imposto per una forte presenza industriale nel settore tessile, metallurgico e dolciario, per il quale è famoso grazie all'omonima marca di cioccolato.

Il centro storico è ricco di testimonianze del passato (il castello, il teatro Marenco, i portici, la Collegiata di Santa Maria Maggiore, l'Oratorio di S. Maria Maddalena con i famosi gruppi statuari del Sepolcro e del Calvario). Poco fuori dell'abitato è interessante la chiesa della Madonna delle Pieve, con affreschi quattrocenteschi di Manfredino Boxilio. Vale la pena, inoltre, fermarsi in questa attiva cittadina, per assaporare un cucina molto particolare, che ha riassunto in sé i sapori liguri e piemontesi. In questa zona è possibile assaggiare i classici piatti del Preappennino Ligure come trenette e trofie al pesto, ma tra tutti primeggiano i Corzetti di Novi, serviti con il pesto o con sugo di funghi, e gli Gnocchetti in brodo, piatto dei giorni di festa. Non vanno dimenticate, poi, le molte botteghe artigianali che producono la gustosa e fragrante Focaccia Novese (per la quale è stata richiesta il marchio di tipicità, IGP), le piccole locande dove assaggiare un'ottima Farinata ed, infine, i dolci tipici come il Cioccolato e i Baci di Dama. I vini sono quelli del basso Piemonte: dal Dolcetto, alla Barbera, al Cortese di Gavi.
Nei dintorni di Novi si può visitare Cassano Spinola, con la parrocchiale di San Pietro, il seicentesco palazzo Millelire e le ville padronali sparse per la campagna.
Da Novi si prosegue per Pasturana, con l'antico castello dei marchesi Govotti e la pieve romanica recentemente restaurata. Di seguito ci si dirige verso Francavilla Bisio, dove visitare il castello e la parrocchiale di S. Giovanni Battista, quindi a Capriata d'Orba, dalla suggestiva atmosfera medioevale, con la torre del Castelvecchio, la Chiesa di San Pietro, le confraternite di San Michele e di San Giuseppe e la chiesetta di San Rocco. Si prosegue verso San Cristoforo, dove ammirare il castello medioevale e la parrocchia di San Cristoforo; terminata la visita si prende la strada in direzione Novi Ligure, attraversando Tassarolo, con lo scenografico castello e la loggia.



Secondo itinerario:  Gavi e la Val Lemme

Gavi / Parco delle Capanne di Marcarolo / Parodi Ligure / Bosio / Carrosio / Voltaggio / Franconalto

Il secondo percorso inizia da Gavi, centro ricco di storia, con il famoso Forte seicentesco, dalle cui mura si può ammirare una stupenda vista sulle colline circostanti. Interessanti da visitare anche il Portino medievale, la chiesa romanica di San Giacomo con il portale in pietra arenaria, gli oratori delle varie confraternite, che sfilano in processione in occasione delle feste religiose (della S. Trinità e della Vergine Assunta) e il palazzo comunale. Nei dintorni di Gavi, sulle colline, sono disseminate imponenti ville, testimoni di un ricco passato. In paese è d'obbligo fermarsi per una visita alle botteghe artigiane, che producono le specialità gastronomiche della zona: dai Canestrelli, ciambelline friabili, agli Amaretti di Gavi, a base di mandorle dolci, zucchero e miele (brevettati nel 1780). Si possono assaggiare i Ravioli, nati, secondo la tradizione, nel XII secolo nella locanda della famiglia Raviolo presso il pedaggio di Gavi, lungo la Via del Sale verso Genova; sono fatti con ripieno a base di carne e borragine, serviti in quattro modi tradizionali: in brodo, "al tocco" (cioè col sugo di carne), in scodella al vino e "a culo nudo" (cioè schiumati e col solo formaggio). Senza dimenticare il Cortese di Gavi.

Da Gavi, risalendo la valle del fiume Lemme ci si inoltra verso i territori del Parco delle Capanne di Marcarolo. Sulla nostra strada incontriamo Parodi Ligure, con i resti della fortezza, l'antica chiesa di San Remigio e le frazioni di Tramontana e Tramontanino. Quindi si arriva a Bosio, centro di villeggiatura e sede dell'Ente Parco e della Comunità Montana Alta Val Lemme; subito dopo si incontra Carrosio, paese caratteristico per i suoi palazzotti in stile ligure, con una parrocchiale in stile barocco che custodisce una statua lignea della scuola del Maragliano. E' un buon punto di partenza per escursioni nel parco.

L'itinerario prosegue a Voltaggio, importante centro sulla via tra Piemonte e Liguria; da vedere il ponte sul fiume, la quattrocentesca casa dei Grimaldi, le chiese, i palazzi Scorza e Galliera, ma soprattutto la splendida pinacoteca ospitata nel convento dei Cappuccini, che custodisce opere di scuola genovese del XVII e XVIII secolo (aperta d'estate la domenica pomeriggio e d'inverno solo su appuntamento). La valle e con essa l'itinerario, si conclude a Franconalto, ultimo centro della provincia di Alessandria, luogo di villeggiatura.


Terzo itinerario: Valle Scrivia e Val Borbera

Stazzano / Serravalle Scrivia / Libarna / Arquata Scrivia / Vignole Borbera / Borghetto Borbera / Cantalupo Ligure / Rocchetta Ligure / Mongiardino / Albera Ligure / Cabella Ligure / Carrega Ligure / Grondona.


Il terzo itinerario proposto è quello che dalla pianura tra Novi Ligure e Gavi risale le Valli Scrivia e Borbera.
Si parte da Stazzano, vicino all'uscita dell'autostrada A7 Milano-Genova, antico dominio dei vescovi di Tortona, ospita il santuario della Madonna di Monte Spineto. Si prosegue verso Serravalle Scrivia, paese dall'impianto urbanistico tipicamente ligure, cosi' come sono liguri gli influssi sull'arte sacra nell'antica Collegiata e negli Oratori. Tra Serravalle e Arquata Scrivia si trova il sito archeologico di Libarna, importante città romana citata da Plinio e situata sull'antica via Postumia. L'opera di scavo ha riportato alla luce l'anfiteatro e il teatro, strade, isolati suddivisi in più nuclei abitativi, botteghe e pozzi. Arrivati ad Arquata Scrivia, centro prevalentemente industriale, degne di nota sono il Pozzo pubblico e la parrocchiale dei Santi Giacomo ed Antonio.
Dal punto di vista gastronomico questa zona è ricca dei prodotti tipici delle valli montane: sono molto diffuse le formaggette, in particolare quelle di latte caprino, i salumi, come i "cacciatori" (piccoli salami da consumare freschi), i prosciutti cotti e crudi e la carne salata al peperoncino. In particolare, tipico della Valle Scrivia è la "testa in cassetta", salume ricavato dalle parti della testa del maiale spezziate e immesse in un budello naturale; viene servita, d'inverno, su un letto caldo di cipolle. Tra i primi piatti sono sempre più rare le troffie arquatesi: gnocchi di farina di castagne e farina di grano, conditi con il pesto di basilico.

Dopo la sosta golosa si riparte verso Vignole Borbera, dal quale ha inizio la Valle Borbera, un lungo solco scavato dalle acque del torrente omonimo. Questo piccolo borgo di origine medievale, fin dal nome, rimanda alla coltivazione dell'uva, praticata dai tempi antichi; fu sede dell'abbazia di Precipiano, della quale sopravvivono poche tracce, attorno al parco acquatico "Bolle Blu".
La tappa successiva è Borghetto Borbera, centro agricolo e di villeggiatura, che conserva la parrocchiale di San Vittore, l'Oratorio di San Michele, il Santuario della Madonna della Neve e, nei dintorni, il castello di Torre de'Ratti. Quindi ci si dirige verso Cantalupo Ligure, antico feudo dei Malaspina e degli Spinola, conserva l'imponente castello e la parrocchiale di Santa Caterina. Dopo quest'ultimo borgo la strada prosegue sempre più verso l'interno della Val Borbera, biforcandosi verso due direzioni diverse. Da una parte si va verso Rocchetta Ligure, con il palazzo Spinola e la chiesa di Sant'Antonio, quindi verso Mongiardino, che in località Pertuso offre un'interessante spettacolo naturalistico: una spettacolare forra scavata dal torrente Borbera, detta "le Strette".
Se invece si segue l'altra direzione si arriva ad Albera Ligure, presso la cui frazione Vendérsi è degna di nota la chiesa dei SS. Matteo e Fortunato, che risale all'XI secolo e fu costruita sui resti di un'abbazia benedettina. Quindi si arriva a Cabella Ligure, comune di fondo valle, dominato dal medievale palazzo dei Doria-Spinosa-Pallavicino. L'ultimo paese della valle è Carrega Ligure, piccolo borgo a mille metri, ospita il museo contadino, la parrocchiale di San Giugliano e, presso la frazione di Mangiocalda, una piccola chiesetta del XII secolo, anticamente la grangia dell'abbazia cistercense di Rivalta Scrivia.
Anche nella Val Borbera è possibile gustare le tipiche produzioni montane come le formaggette, i salumi. In particolare tra i piatti tipici c'è la cima ripiena, la capra con le fagiolane e le uova al tartufo, selezionate tra quelle prodotte in valle, vengono accostate ai tartufi bianchi, ad una temperatura di circa 38 gradi, in modo che la fragranza del tartufo attraversi il guscio poroso, regalando un prodotto straordinario.
Tornando verso Arquata Scrivia si può fare una deviazione nella valle laterale dello Spinti, verso Grondona, dove si segnala la chiesa campestre dell'Annunziata, di età romanica, con affreschi del XV secolo, la parrocchiale dell'Assunta e la torre. Vi si svolge la curiosa "sagra della capra".

Per ulteriori informazioni:

Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese
sede: Bosio
Tel: 0143/684220

Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti
sede: Cantalupo Ligure
Tel: 0143/90954

Parco Capanne di Marcarolo
ufficio amministrativo, Tel: 0143/684777
sede legale (Bosio, località Capanne di Marcarolo), Tel: 0143/684048
centro di documentazione, Tel: 010/9601512

Informazioni tratte da "La via del Gavi", ASPERIA (azienda speciale della camera di commercio di Alessandria). Via San Lorenzo 21, Alessandria

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Giugno 2013 11:22