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Gagliaudo PDF Stampa E-mail
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Alessandria negli anni 1174 - 1175, sorsero tra il popolo varie tradizioni, le quali finirono per comporre una storia dell'assedio ben diversa dalla vera.

I fatti storici fanno riferimento alla quinta discesa in Italia dell'imperatore Federico I, che, dopo aver sottomesso Susa e Asti, si accampò attorno ad Alessandria, confidando di entrarne in possesso in poco tempo, giacché era sorta solo sei anni prima.

La città, sorta sugli aneliti di libertà della Lega Lombarda, aveva molti nemici:

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Maggio 2014 15:55
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S. Francesco PDF Stampa E-mail
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Alessandria, vanta, insieme alla visita di San Francesco, un fatto simile, con la differenza che si trattò di una lupa.

E' da sapere dunque che nel secolo XIII, intorno alla città di Alessandria, esistevano ancora moltissimi e fitti boschi, dove vivevano animali feroci. Infatti in un luogo selvaggio e nascosto, una lupa aveva messo al mondo una cucciolata di lupacchiotti e, diventata più crudele dovendo sfamare tante bocche, si aggirava insaziabile fin dentro la città. La tradizione dice che cercava di saziare la sua ingorda fame su chiunque, preferendo soprattutto i fanciulli.

In quel periodo, diretto verso la Francia, San Francesco attraversò l'Alessandrino e subito venne richiesto il suo aiuto: il frate, ritirandosi nella sua cella ordinò alla bestia di abbandonare la sua ferocia e di ubbidire all'uomo, come un qualunque animale domestico.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Maggio 2014 15:55
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Barbarossa PDF Stampa E-mail
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Alessandria, durante l'assedio alla città portato dall'imperatore Federico I nel 1174 - 1175.

La vicenda parla di un inganno ordito dai nemici di Alessandria, per porre fine al lungo assedio: scavarono un tunnel fin dentro le mura per cogliere di sorpresa l'esercito degli assediati. A svelare l'inganno fu nientemeno che San Pietro, che, quando i soldati stavano per sbucare dal tunnel, scese dal cielo, avvolto in una fulgida luce, sopra un cavallo bianco, nelle mani una spada e le chiavi del paradiso, destò tutta la città e la avvertì del mortale pericolo. I cavalieri alessandrini riuscirono, in tal modo, a contrastare la sortita nemica e, anzi, guidati da San Pietro, uscirono dalla città e misero in fuga tutto l'esercito dell'imperatore, il più potente sovrano d'Europa.

A memoria dell'evento prodigioso, nella cattedrale di Alessandria è conservato un dipinto che raffigura San Pietro a cavallo con le chiavi e la spada, nell'atto di spronare i soldati contro uno sbigottito Barbarossa.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Maggio 2014 15:56
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La regina Pedoca PDF Stampa E-mail
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Alessandria ebbe a soffrire, come tante d'altronde, assedi, guerre e lutti, ma, pur fra questi, conobbe episodi curiosi come quello della regina Pedoca.
Dura condottiera germanica, la donna aveva fama di sanguinaria sterminatrice.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Maggio 2014 15:57
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