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La leggenda vuole che la cittadina derivi da un’antica
colonia di greci che si erano stabiliti in questa zona, attratti dalla
presenza di acque termali caldissime. Fu certamente centro principale
dei liguri e luogo dell’ultima resistenza da loro opposta all’espansione
dei romani. Sotto l’impero romano, Acqui conobbe un periodo di
particolare importanza. Città romanica, città medioevale, città
moderna, Acqui Terme è capoluogo di una terra di confine, a cavallo tra
pianura padana e area mediterranea. A segnare le fortune acquesi,
furono, non solo la posizione strategica lungo la vie Emilia, ma anche
le sulfuree e caldissime acque termali. Così, il primo appuntamento, quasi un rito, per
chi arriva in città è piazza della Bollente. Tra leggenda e fantasia si narra che i bambini appena
nati fossero portati alla fonte ad esservi immersi per un attimo: se ne
uscivano vivi, meritavano di essere chiamati "Sgaiento", cioè
scottati, appellativo storico degli acquesi. Poco distante dalla bollente è la chiesa di San
Francesco sull’omonima piazza. La chiesa è stata ricostruita nella prima metà del
secolo scorso ed è ricca di opere d’arte. Sulla stessa piazza sono la Fontana della Rocca
, il Palazzo del Municipio e Palazzo Roberti dove
pernottò Napoleone ai tempi della prima campagna d’Italia. Il borgo Pristerna rappresenta la parte antica
della città: strette vie dall’acciottolato scommesso, portali
barocchi e rinascimentali. Imponente, inoltre, il Duomo in stile
romanico: degni di nota tra le tante opere pregevoli, il portale
maggiore e il trittico della Madonna del Montserrat. Sulla destra della cattedrale, vi è il palazzo
Vescovile la cui costruzione venne iniziata nella prima metà del XV
secolo e terminata nel 1592. Nella vicina Via Verdi, c’è l’antico Ospedale di
Santa Maria Maggiore attualmente sede del Ricovero Ottolenghi con all’interno
un gruppo bronzeo dello scultore Arturo Martini. Dal lato sinistro della cattedrale, si arriva al
quattrocentesco Castello dei Paleologi, marchesi del Monferrato. Parte
del castello ospita il Museo Archeologico Comunale che custodisce
numerosi reperti, soprattutto di epoca romana, rinvenuti in città e
nell’Acquese. Spostandosi dal centro verso i Borghi, attraverso il
ponte Carlo Alberto, o sguardo spazia sui resti del maestoso Acquedotto
romano; prelevava l’acqua dal torrente Erro, verso Cartosio
trasportandola in città con una condotta di 10 Km.
Acqui ha un’economia basata sul commercio, sull’industria
ma principalmente sul turismo termale. Gli impianti termali, furono distrutti durante le
invasioni barbariche e parzialmente ricostruiti nel 1480 con l’aiuto
del Cardinale Teodoro del Monferrato e ancora nel 1619. In seguito i Savoia li ampliarono e li potenziarono.
Attualmente gli stabilimenti termali sono in centro,
nel complesso dell’Hotel Nuove Terme e nella zona Bagni. Collegati all’Hotel
Antiche Terme a all’Albergo Regina. Fanghi. Bagni e inalazioni sono le principali
applicazioni.
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Provincia di: Alessandria
Altitudine: m. 156
Denominazione abitanti: Acquesi
Patrono della città è San Guido che si festeggia la
seconda domenica di Luglio.
Distanza da Alessandria: 34 Km
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