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STEMMA DI ALBUGNANO
Lo stemma del paese, scudo rosso
gigliato oro, è visibile nel trittico sull'altare di Vezzolano,
accanto alla statua di Carlo VIII di Francia. Lo scudo rosso era l'arma
dei Monferrato (ramo paleologo), protettori di Vezzolano. I tre gigli
dorati furono concessi da Carlo VIII nella visita del 1495 quale
riconoscimento per l'ospitalità ricevuta.
Si racconta che nel suo viaggio in
Italia nel 1494 Carlo VIII fu accolto a Torino, Chieri ed Asti dove si
fermò alcuni mesi per malattia, poi proseguì per Pavia. Carlo VIII
ritorno a Chieri nel 1495, ospite del Solaro. Secondo la tradizione, in
questa occasione visitò Vezzolano e
concesse i tre gigli dorati nello scudo in segno di riconoscimento per l'ospitalità
ricevuta e per le cure del canonico-cerusico-erborista di Vezzolano che
l'aveva guarito durante il precedente soggiorno ad Asti.
Situato su un'alta collina, da Albugnano si gode un
vastissimo panorama sul Monferrato. Il suo territorio è in parte
boscoso e in parte coltivato a vigneti che producono vino eccellente
grazie al terreno tufaceo e ferroso.
Da reperti archeologi rinvenuti in
zona risulta che questi luoghi erano già abitati ai tempi della
dominazione romana. Albugnano, in latino Albugnianum ha preso il
nome da un romano, Albonius, che aveva qui la sua villa. Fu feudo
dei canonici di Vezzolano, la cui signoria su Albugnano durò fino al
1800, anno in cui l'ente venne soppresso dal governo napoleonico.
Sovrasta il centro abitato il piazzale
della Torre, oggi Belvedere Motta. Così chiamato per la presenza di una
torre che apparteneva all'antico castello, espugnato nel 1401 dai
mercenari guasconi, al servizio del Principe d'Acaia, i quali
procedettero al suo definitivo smantellamento; la torre rimasta fu
demolita nel 1861. Su questo piazzale si possono ancora vedere i resti
del celebre e plurisecolare olmo del ciabattino (oggi, vittima della
graziosi), caro a Don Bosco.
Albugnano, per la sua altitudine (m
553.75 s.l.m.) e definito "il balcone del Monferrato" per lo
stupendo panorama che offre, non essendo la vista limitata che dalla
catena delle Alpi, che spaziano dalle Marittime fino alle Pennine. Dal
suggestivo Belvedere si possono ammirare anche città come Mondovì,
Pinerolo, Ivrea, Vercelli, Novara ed Asti.
Il monumento artistico di grande
importanza presente nel comune è rappresentato dall'Abbazia
di Santa Maria di Vezzolano che
sorge ai piedi della collina, in una conca verdeggiante, fresca e ben
coltivata e rappresenta uno dei più pregevoli monumenti religiosi
medioevali del Piemonte. Secondo la leggenda, l'imperatore nell'anno
773 stava cacciando nella selva di Vezzolano quando, improvvisamente gli
sarebbero apparsi 3 scheletri usciti da una tomba, provocandogli grande
spavento. Confortato da un pio eremita, e invitato a pregare la Vergine,
ebbe un'apparizione e così egli volle erigere su quel luogo una
chiesa abbaziale. Distrutta nel X secolo a opera dei Saraceni, fra
alterne vicende, l'Abbazia fu occupata da religiosi fino agli inizi
dell'800. Attualmente rimangono la chiesa con il campanile, il
chiostro e la sala capitolare.
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Provincia di: Asti
Altitudine: m.549
Denominazione abitanti: Albugnesi
Distanza da Asti: 32 Km |