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Il territorio su cui sorge la città
presenta numerose tracce di un antico passato. Reperti archeologici del
periodo neolitico, risalenti al V e al III millennio a.C. riportano
tracce dell’occupazione del suolo già dopo l’ultima glaciazione.
Sono frequenti anche i rimandi alla vicina etnia
ligure degli Statelli. Durante il III secolo a.C. vi furono i
primi contatti con la cultura latina e, nel frattempo, con i celti ed i
galli. L’avvento romano segnò un netto mutamento sia sul territorio
che sulle abitudini di vita: vennero creati gli insediamenti di Dertona
(Tortona), Libarna, Forum Fulvii (Villa del Foro), Marengo. L’avvento
del Cristianesimo porterà con sé il culto dei santi Dalmazzo e Siro.
Dopo numerose invasioni barbariche (Visigoti
ed Ostrogoti), e longobardiche, l’assetto territoriale e la cultura
subirono notevoli cambiamenti; l’economia agricola crebbe a discapito
di quella cittadina, trasformando la zona in insediamento a carattere
prevalentemente rurale. Nell’VIII secolo visse san Baudolino, che in
seguito divenne patrono della città. A quell’epoca la struttura
cittadina non era ancora stata definita: esistevano vari borghi distinti
(Marengo, Rovereto, Bergoglio, Gamondio), ognuno con la sua identità.
Rovereto, in particolare, aveva all’interno delle sue mura un castello
di cui si trova traccia negli antichi documenti. Solo nel XII secolo, e
precisamente nel 1168, per volontà di papa Alessandro III (da cui il
nome) i borghi vennero uniti per creare un baluardo contro le mire
espansionistiche del marchese del Monferrato, e per creare una difesa
degli interessi commerciali verso la Liguria. Alessandria viene
duramente assediata da Federico Barbarossa; durante questo
periodo nacque la leggenda di Gagliaudo che, con la sua
astuzia, riuscì a salvare la città dall’assedio. Più tardi,
tuttavia, il Barbarossa riuscì nel suo intento. Durante
l’epoca dei comuni l’economia
cittadina diventa sempre più fiorente, grazie anche alla sua posizione
geografica strategica, tra la pianura Padana e la Liguria. Nel frattempo
nel borgo Rovereto cresce l’importanza del convento di Santa
Maria di Castello. Le mire espansionistiche
portarono ben presto la città in lotta contro i centri vicini (in
particolare Casale). Dopo il dominio visconteo passò agli Sforza
(1450) e poi sotto l’impero di Carlo V; subì poi la dominazione
spagnola durante la quale numerose carestie ed epidemie di peste
decimarono la popolazione. Nel 1713 passò ai Savoia, col ruolo di
fortezza militare, e venne dotata, nel 1728, di una poderosa Cittadella
costruita sull’antico quartiere Bergoglio. La città passò poi
alla Francia e venne attaccata dagli austriaci. Il 14 giugno 1800
Napoleone vince gli austriaci a Marengo, nella famosa battaglia.
Alla caduta di Napoleone ritorna ai Savoia, ma sorgono presto moti
patriottici guidati da Santorre di Santarosa. La città è in forte
espansione e l’economia in grande sviluppo; nasce la fabbrica di
cappelli Borsalino e l’attività culturale muove i suoi primi
passi. Le due guerre mondiali portano distruzione e morti, ma il
dopoguerra vede un’intensa attività di ricostruzione. Tra gli anni
’70 ed ’80 si sviluppano interi nuovi quartieri e riprende l’attività
economica, sino alla recente alluvione del 1994, che segna un periodo di
arresto. L’attività cittadina ricomincia ben presto, assieme alla
ricostruzione degli edifici danneggiati, e culmina nella presentazione
di un nuovo ponte progettato dall’architetto americano R. Meyer .
Arte e architettura
Grande importanza riveste la Cittadella
settecentesca, raro esempio di architettura militare ancora
esistente, progettata da Ignazio Bertola, architetto militare dei
Savoia. Sorge accanto all’argine del fiume Tanaro ed è a pianta
stellare, con sei baluardi attorniati da fossati. Era dotata di bastioni
difensivi che ora sono identificabili con l’anello stradale che la
circonda; all’interno sorge il quartiere militare con i suoi edifici
che ospiteranno tra breve tempo attività legate all’ambito cittadino.
La cittadella ospitò, tra gli altri, anche Giuseppe Garibaldi prima del
suo esilio a Caprera.
Tra i palazzi cittadini ricordiamo quelli
siti nella centrale piazza della Libertà: primo fra tutti Palazzo
Ghilini, progettato dall’architetto Benedetto Alfieri, importante
esempio di architettura barocca piemontese, con i suoi due atrii
successivi (ottagonale e rettangolare) che danno sui cortili e lo
scalone a tenaglia. Ora è sede della Prefettura e della Provincia.
Altro edificio di notevole importanza è palazzo Cuttica di Cassine,
in via Parma, del XVII secolo, con ricche decorazioni rococò e
neoclassiche all’interno. Era stato destinato a sede del Conservatorio
"Antonio Vivaldi".
Il palazzo del Municipio,
conosciuto come palazzo Rosso per il colore della sua
facciata, è dotato di portici che si affacciano su piazza della
Libertà e da un famoso orologio a tre quadranti, con fondo blu, la
volta celeste, le fasi lunari e, sulla sommità, il galletto rubato ai
casalesi nel 1215. L’edificio fu progettato da Giuseppe Caselli e
costruito a partire dal 1772; vi era annesso anche il teatro municipale,
distrutto durante la seconda guerra mondiale. Occorre ricordare anche il
palazzo del Presidio militare, ora dimesso, ed il palazzo
delle Poste e Telegrafi, in stile razionalista, costruito a partire
dal 1939, decorato in facciata da un mosaico di Gino Severini .
Altro importante esempio di architettura
è il palazzo dei principi Guasco, settecentesco, che presenta sulla via
omonima una facciata con mattoni a vista.
In seguito alla distruzione dell’antico
duomo da parte di Napoleone (1803), Edoardo Arborio Mella costruì, tra
il 1875 ed il 1879, l’attuale Cattedrale, in via Parma,
adiacente a piazza della Libertà, con l’alto campanile (secondo in
Italia dopo il "Torrazzo" di Cremona) . Sono conservati nell’edificio
numerose opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e la statua
della Madonna della Salve, patrona della città.
La chiesa di Santa Maria del Carmine (via
Guasco), in stile gotico, fu eretta dai frati carmelitani attorno al XIV
secolo e fu ampliata nel secolo successivo con l’aggiunta di un
chiostro con loggiato. All’interno sono conservati dipinti di pregio.
L’antico borgo Rovereto accoglie il
più noto e importante edificio ecclesiastico cittadino, la chiesa di Santa
Maria di Castello e lo splendido chiostro annesso. All’interno
della chiesa sono visibili tracce dell’antica costruzione risalente al
VI e al IX-XI secolo.
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