Abbazia di Vezzolano

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Sorge in un luogo che, secondo i ritrovamenti archeologici e la stessa toponomastica, fu abitato fin dall'antichità. Il toponimo di Vezzolano potrebbe derivare dal gentilizio Vettiolus, forse da collegare con i Vetii, presenti nell'area di Chieri.

La chiesa venne citata per la prima volta in un atto d'investitura del 1095 che fa supporre che essa sia nata come cappella di un castello fabbricato sullo stesso luogo, forse anche utilizzando avanzi di una villa rustica romana, come proverebbero reperti di tale epoca rinvenuti nei pressi.

La chiesa ebbe il suo momento di maggiore floridezza fra il XII e il XIII secolo e questo spiegherebbe le importanti modifiche che l'edificio subì proprio in quel periodo.

La Chiesa conserva intatta la bellissima facciata romanica in cotto e arenaria, eretta in stile lombardo nel XII e rielaborata nel XIII secolo. Al centro il portale, ornato di pregevoli rilievi e sormontato da tre gallerie cieche su colonnine. In fondo, al fianco sinistro, spicca il robusto campanile romanico, ornato di archetti intrecciati.

L'interno è a due navate absidale; la terza navata, quella destra, è inglobata nel chiostro. Le navate sono divise da pilastri, che sorreggono archi acuti e volte a crociera.

La navata centrale presenta, all'altezza della terza campata, un ambone, poggiante su cinque archi ogivali ornato da un pregevolissimo bassorilievo a due ordini che raffigura, nella parte inferiore, i 35 patriarchi antenati di Maria e, nella parte superiore, la Deposizione del corpo di Maria, la sua Assunzione e il suo Trionfo in cielo ed i simboli evangelici.

Sull'altare si può ammirare il trittico gotico in terracotta policroma, posteriore al 1400, che rappresenta la Vergine con Bambino, avente a destra S.Agostino e a sinistra un monaco, che presenta il re di Francia Carlo VIII in ginocchio.

Da una porticina in fondo alla navata destra si entra nel piccolo chiostro, armonioso e molto suggestivo, ornato da notevoli resti di affreschi dei sec. XIII-XIV. In esso hanno lasciato la loro impronta tre epoche diverse, infatti, il lato nord e la prima arcata del lato est sono coevi della Chiesa, il lato ovest è il più antico mentre il lato sud e parte del lato est sono del 1630 circa.



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