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I fiori protetti del Piemonte PDF Stampa E-mail
Natura


per gentile concessione di Guido Nigrelli,
articolo pubblicato su Piemonte Parchi e sul suo sito personale: NaturaWeb
(produced by NaturaWeb)

La natura offre talvolta aspetti apparentemente insignificanti: un piccolo fiore, ad esempio. Durante la primavera la natura sembra esplodere tumultuosamente mettendo in evidenza uno dei numerosi aspetti che qua e là ci offre e che, a volte, passano inosservati: la vegetazione che ci circonda, nelle sue forme variegate ed i suoi rutilanti colori. All'interno di questo "mondo verde", vi sono però alcune specie la cui presenza sulla terra risulta molto scarsa e/o precaria.

Limitatamente alla nostra regione, una delle cause principali che hanno favorito questa situazione è stata sicuramente il forte grado di antropizzazione avvenuto nell'arco del secolo appena concluso, affiancato da un imponente sviluppo agro-industriale.

Questo ha di fatto cancellato la vegetazione naturale propria degli ambienti e dei paesaggi piemontesi (pianura, collina e media montagna), evolutasi nel corso dei millenni, per far posto a conglomerati urbani, complessi industriali e colture intensive.

La flora piemontese è particolarmente copiosa, fra le più ricche regioni italiane. Comprende circa 2500-3000 specie, a seconda dei diversi tipi di nomenclatura adottata; un numero notevole (53%) se confrontato col totale nazionale (5599 specie).

Anche il numero delle famiglie presenti è elevato: 154 su un totale di 168 (92%). In tale modo sono ben rappresentate, sotto il profilo corologico, le specie mediterranee (protetta Paeonia officinalis), come all'opposto sono frequenti le artiche – alpine alle quote elevate delle Alpi.

Esse hanno un areale relitto sviluppatosi in seguito ai processi di fusione avvenuti durante la postglaciale. I loro habitat ideali sono i pascoli alpini, sopra il limite climatico degli alberi, le paludi alpine, le vallette nivali, i ghiaioni alpini oppure i boschi.

Specie protette: Genziana tenella, Saussurea alpina, Ranunculus glacialis,Linnea borealis e Trollius europeus.

Numerose sono le circumboreali, ad areale tendenzialmente nordico, giunte sulle Alpi durante i periodi glaciali (protetta Caltha palustris), le eurasiatiche (protette: Lilium martagon e Nymphaea alba) e le europee in senso lato.

Nelle vallate alpine aride sono presenti specie steppiche, originarie dell'Europa orientale e dell'Asia centrale, mentre nelle aree più piovose a suoli acidi, sono discretamente diffuse le subatlantiche. Le grandi variazioni climatiche, avvenute in Europa durante i periodi Terziario e Quaternario, hanno avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione della vegetazione piemontese. Le glaciazioni distrussero la flora termofila terziaria che occupava il Piemonte (protetti i generi Soldanella e Campanula) ed eliminarono in buona parte la flora alpino – mediterranea (specie relitte protette: Sexifraga florulenta e Campanula alpestris, quest'ultima presente nei settori calcarei della Val Corsaglia, Val Pesio, Valle Susa, Val Maira e Val Chisone). Durante le quattro glaciazioni pleistoceniche, le Alpi non rimasero completamente sepolte dai ghiacci e proprio l'isolamento di alcuni settori portò alla comparsa di numerosi endemismi, i quali non sono esclusi dalla nostra regione ma interessano la catena alpina sia sul versante piemontese sia su quello ligure e francese.

Legate all'orizzonte montano e submontano sono protette: Crocus medio, sull'Appennino piemontese ed Euphorbia gibelliana, sul crinale che collega il monte Lera e la punta Fouma, presso Rivoletto (TO).

Inoltre sul territorio piemontese sono presenti alcune specie cosiddette in limite di areale e per questo protette: Soldanella pupilla, specie orientale avente come limite occidentale una porzione di confine ricadente nell'alta Val Formazza; Campanula excisa, nel settore nord – occidentale piemontese; Adenophora lillifolia, presente in un'unica stazione isolata presso Rivoletto (Madonna della Neve) e Scopola carniolica in Val Sessera. Anche la Collina di Torino ospita piante protette: Aconitum vulparia, Lilium martagon, Lilium croceum,

Il contingente floristico in questione – qui non interamente riportato – risulta pertanto assai numeroso e rappresenta quasi il 10% dell'intero patrimonio regionale (il che non è poco), per un totale di 45 famiglie, 16 generi e poco più di 230 specie, questo anche grazie alle particolari caratteristiche geo – morfologiche del territorio regionale (elenco completo al sito internet: http://www.ima.to.cnr.it/italiano/sppr.htm.)

Proteggere dunque per vivere, ma soprattutto per vivere meglio, in armonia con l'ambiente che ci ospita, questa poca rispettata Terra.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Febbraio 2011 18:08
 

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