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La presenza di animali all'interno delle città è nota a tutti, almeno per quanto riguarda le specie più comuni, quali Piccioni, Gabbiani, Merli, Storni, Cornacchie, Ratti, Topi, ecc.. Meno diffusa è la conoscenza sull'effettiva ricchezza della fauna che frequenta giardini pubblici, parchi urbani e tratti cittadini di fiumi. Eppure, indagini condotte sulla presenza di animali all'interno delle aree urbane hanno dato risultati spesso sorprendenti.

 

 


Nel corso del 1997 si è svolto, a Roma, il 1° Convegno Nazionale sulla Fauna Urbana, durante il quale è stato fatto il punto sulle conoscenze attuali e le problematiche ancora aperte. Nel corso della giornata di studio sono state presentate numerose comunicazioni, riguardanti gli Artropodi, i Vertebrati, gli atlanti faunistici cittadini, le aree urbane di particolare interesse naturalistico e le attività didattiche concernenti la fauna in città. Gli argomenti hanno spaziato dai fattori che rendono la città attrattiva nei confronti di molte specie animali, al valore naturalistico, sociale e didattico di queste presenze, ai problemi gestionali e di rapporto tra l'uomo e gli animali. Non sono mancati lavori riguardanti gli aspetti igienico-sanitari legati alla presenza massiva di alcune specie e un resoconto sulle specie esotiche ambientate nelle città. Scorrendo i numerosi studi incentrati su elenchi faunistici e sull'approfondimento delle relazioni specie-ambiente, emerge un dato fondamentale: gli animali selvatici colonizzano le nostre città perchè vi trovano condizioni favorevoli.

Temperature più elevate, disponibilità di cibo, presenza limitata di predatori, assenza del disturbo venatorio ma, soprattutto, presenza di aree naturali di tipo residuale (parchi urbani con buona copertura arborea, tratti fluviali con presenza di vegetazione arboreo-arbustiva lungo le sponde) sono alcuni dei fattori positivi.


Gli "ecosistemi" urbani sono caratterizzati da una notevole instabilità, dovuta all'intervento umano che può determinare profondi cambiamenti in tempi molto brevi.

Sta a tutti noi fare in modo che questi cambiamenti non portino a un impoverimento degli elementi naturalistici ancora presenti. Sarebbe una perdita grave, sia per il loro valore intrinseco e sia per la ricaduta che tali elementi hanno sulla qualità della vita dell'uomo in città.

Bologna M.A., Carpaneto G.M., Cignini B. (eds), 1998. Atti 1° Convegno Nazionale sulla Fauna Urbana, Roma, 12 aprile 1997. Fratelli Palombi Editori, 302 pp.

Questa pagina è tratta interamente da   Piemonte Parchi numero 32, pubblicato sul Sito Ufficiale Regione Piemonte

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Maggio 2010 10:22
 

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