Casorzo PDF Stampa E-mail
Monferrato, Astesana, Alessandrino

Il paese è posto su una collina (altitudine m. 275) al confine con la provincia di Alessandria, in un paesaggio in cui predominano i vigneti. La sua economia infatti, si basa prevalentemente sull'agricoltura e in particolare sulla coltura della vite che da origine al vino Malvasia (sagra primo agosto).

Le carte medioevali non offrono indicazioni precise circa l'etimologia del nome, ma l'ipotesi più accreditata è quella che vede nel toponimo un composto di "casa" e del nome proprio di persona Ursius o Surtius.

Nel 1164 Federico Barbarossa riconobbe nel marchese Guglielmo il Vecchio di Monferrato i diritti su Casorzo, destinato a divenire caposaldo del sistema politico dei marchesi monferrini; il feudo fu venduto nel 1621 ai conti Picco che mantennero i diritti feudali fino alla loro soppressione. Ma la storia di Casorzo è legata soprattutto a un fatto tragico accaduto nel 1624 durante la guerra franco-spagnola, quando gli spagnoli occuparono il paese e incendiarono la parrocchiale provocando la morte di trecento persone.

Dell'antico maniero non sopravvivono che pochi resti: un tratto delle mura e un avanzo di torrione.

Monumenti di rilievo sono la Parrocchiale di San Vincenzo Martire, costruzione barocca edificata nel 1730 dall'architetto monferrino Francesco Ottavio Magnocavallo, caratterizzata da una monumentale facciata in cotto e la Chiesa di San Giorgio e della Madonna delle Grazie edificio romanico risalente forse al 1180.

Denominazione abitanti: casorzesi

Festa patronale: San Vincenzo Martire (8 agosto)

Frazioni e località limitrofe: Ottiglio, Olivola, Vignale Monferrato, Altavilla Monferrato, Montemagno, Grana, Grazzano Badoglio

Distanza da Asti: Km 23

 

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