La rievocazione storica PDF Stampa E-mail
Monferrato, Astesana, Alessandrino

Rievocazione Storica di Canelli - Terzo fine settimana di giugno

L'Assedio di Canelli è molto più di una semplice rievocazione storica: è una festa dei Canellesi che, rivivendo il passato, sanciscono forte e chiara la propria identità, e si riappropriano di quelle "radici" che sono il presupposto fondamentale di ogni comunità. E' una festa in cui l'esatta ricostruzione storica è resa viva ed autentica dal coinvolgimento popolare, che riesce a creare un clima difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni in costume. E' una festa senza schemi e senza forzature, in cui la storia rivive attimo per attimo anche nei più piccoli gesti, nelle espressioni dei volti, nelle ombre e nelle pietre della Città antica. Sul canovaccio degli avvenimenti principali oltre mille canellesi in costume ricreano per due giorni l'atmosfera e le situazioni di una città assediata, coinvolgendo il visitatore che diventa al tempo stesso testimone degli eventi e protagonista, confondendosi tra ufficiali e soldati o tra contadini sbandati con i loro animali; frequentando le osterie e le taverne dove convengono anche i malfattori e gli accattoni, sussultando per gli imprevisti scoppi delle artiglierie nemiche, evitando i carriaggi di masserizie che strepitano sul selciato. Come per i soldati e i popolani, il visitatore deve sottostare agli obblighi ferrei del lasciapassare; deve accettare di buon grado l'eventuale inquisizione da parte delle guardie di ronda, e rischia la berlina se nelle osterie alzasse troppo il gomito; e poi odore di polvere da sparo ovunque, tamburi, ordini concitati, ispezioni alterigia degli ufficiali e dolore della povera gente.

Una sorpresa dopo l'altra, un'emozione continua.

Note Storiche

La manifestazione prende il via da un fatto storico ben documentato che s'inquadra nell'ambito delle guerre per la successione del Ducato di Monferrato (1613-1617).

Nel 1612 moriva Francesco Gonzaga, duca di Mantova, che aveva diritti sul Monferrato. Alla sua morte si aprirono innumerevoli controversie per la successione.

Carlo Emanuele I, duca di Savoia (che era il nonno dell'unica figlia del defunto Duca), per difendere i secolari interessi che casa Savoia aveva sul Monferrato, decise di risolvere le controversie con le armi. Si diede inizio a quella che fu definita "guerra per la successione del Ducato del Monferrato".

Canelli, posta sul confine tra Savoia e Monferrato, interamente fortificata, fu teatro di innumerevoli combattimenti e subì numerosi attacchi.

Nel giugno del 1963, approfittando della mancanza di soldati dalle fortificazioni canellesi, Carlo Gonzaga, duca di Nevers con un reggimento di cavalleria, uno di fanteria e con diversi cannoni, attraversò il fiume Belbo e pose l'assedio alla città.

Le truppe monferrine tentarono in più modi di entrare in Canelli, ma la piccola guarnigione rimasta fu aiutata in modo determinante dalla popolazione che, con non pochi sacrifici riuscì a resistere a tutti gli attacchi e a reagire in modo decisivo.

I nemici furono costretti "al ritrarsi con morte d'alcuni cavaglieri principali, capitani, soldati, et molti feriti" fuggendo "con tanto spavento et fuga che lasciarono sopra la piazza, i pettardi et le scale con alcuni pezzi di bronzo et altri carri carichi di moschetoni da posta, piche et altre armi".

Il Duca di Savoia per ringraziamento e per premiare gli uomini e le donne di Canelli del loro comportamento li esentò per trent'anni, con apposito decreto, dal pagamento delle tasse.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Marzo 2010 11:12