Molare PDF Stampa E-mail
Monferrato, Astesana, Alessandrino

Provincia di: Alessandria
Altitudine: m. 226
Denominazione abitanti: molaresi
Distanza da Alessandria: km 39
Patrono di Molare è Sant'Urbano, che si festeggia la prima domenica di Settembre.

 

Centro agricolo dell'alto Monferrato, Molare sovrastato dal castello turrito, è situato su un ripiano collinare che scende sulla riva sinistra del torrente Orba. Il territorio comunale comprende buona parte del bacino superiore dell'Orba, sino al confine con la provincia di Genova.

La frazione Olbicella, è località di soggiorno estivo a 400m di altezza.

Delle sue antiche origine testimoniano i copiosi ritrovamenti di oggetti fittili, urne e monete romane nella regione Cerriato, toponimo forse derivante dall'esistenza di un tempio, dedicato a Cerere, i cui resti si è creduto individuare nel punto in cui sorge l'antica Pieve di Santa Maria di Campale, notevole monumento storico e di arte anteriore al Mille.Il borgo medioevale con il castello, i cui resti sono ora incorporati in una vecchia villa di stile genovese, sorgeva sul dirupo che sovrasta il torrente Orba. Nel Castello Chiabrera sono conservati dipinti del Moncalvo e di Pellizza da Volpedo.

Altri palazzi, coe quello dei conti Torrielli, arricchiscono il paese. Nella frazione Roche di Molare vi è Il Santuario della Beata Vergine, sede e convento dei padri passionisti. L'edificio ha subito molti rifacimenti nelle sue strutture interne ed esterne, ed è attualmente meta di molti pellegrinaggi in quanto è il più importante della diocesi di Acqui Terme. L'agricoltura ha voce importante nell'economia di Molare, in particolare vigneti pregiati e abbondante raccolta di funghi.Patrono di Molare è Sant'Urbano, che si festeggia la prima domenica di Settembre.

"LA SAGRA DEL POLENTONE"

Il nome di Molare è noto anche per una manifestazione tradizionale ultra centenaria che ogni anno richiama migliaia di turisti provenienti da diverse parti d'Italia e alcuni anche dall'estero. E' la sagra del polentone. La tradizione narra che in tempi lontani, gli abitanti delle sperdute frazioni intorno a Molare, si recassero il primo giorno di quaresima di ogni anno, nella chiesa parrocchiale. Si narra che un anno, mentre i pellegrini si accingevano a rientrare nelle loro abitazioni, venissero sorpresi da una forte nevicata che li costrinse a rifugiarsi sotto una tettoia, al freddo, in attesa di riprendere il cammino.

Mentre la nevicata infuriava, passò nelle vicinanze della chiesa, la carrozza del conte Gajoli Boidi, il quale volle invitarli nelle cucine del suo castello, ordinando alla servitù polenta e baccalà per tutti. I pellegrini, trovandosi poco a loro agio all'interno del castello, chiesero di poter gustare il dono sotto la tettoia che era stata loro rifugio contro la neve.

Così fu ed il pranzo continuò in allegria, tra la curiosità di molti abitanti del concentrico.

In anni successivi qualcuno pensò di rievocare il gesto, preparando in piazza la grande polenta e distribuendola a tutti i presenti fra canti e balli. Una festa che con il passare degli anni si è trasformata in una grande manifestazione folcloristica.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Marzo 2010 11:01