Il Palio di Asti PDF Stampa E-mail
Monferrato, Astesana, Alessandrino

Il Palio di Asti, insieme al Carnevale di Ivrea, è una delle più importanti manifestazioni storiche del Piemonte e si svolge ininterrottamente – a parte anni di guerra e di carestia – dal XII secolo. Era già ben vivo nel 1275, anno della famosa beffa sotto le mura di Alba. Alla corsa forsennata sulla pista sabbiosa tracciata in Piazza Alfieri partecipano 21 cavalli montati a pelo da altrettanti fantini che rappresentano i 14 borghi cittadini e 7 comuni della provincia.

Dopo tre batterie eliminatorie i concorrenti si riducono a 9;  ad essi tocca contendersi in un’ultima, attesissima corsa, il Palio, un grande drappo di velluto cremisi con la raffigurazione dello stemma cittadino e di San Secondo, patrono di Asti, dipinto ogni anno da famosi pittori. Anche gli altri concorrenti ricevono un premio simbolico: il secondo la borsa di monete d’argento, il terzo gli speroni, il quarto il gallo vivo, il quinto la coccarda; all’ultimo tocca l’acciuga (detta inchioda) con l’insalata, una sapida pietanza con cui inaridire ancora di più il palato già impastato dalla polvere della gara.

Il percorso della corsa, che fino al 1860 si svolgeva lungo le vie cittadine e prevedeva l’attraversamento di rivi e fossati, corrisponde oggi alla suggestiva Piazza Alfieri, in cui viene ricavata una pista lunga 420 metri e larga 9, con tratti rettilinei e alcune curve molto strette in cui sovente si verificano spettacolari cadute. Del resto la presenza del fantino al taglio del traguardo non è necessaria, per questo anche il cavallo "scosso" può vincere il Palio.

La manifestazione, che per gli artigiani si concretizza soprattutto nella lunga preparazione annuale degli animali e nella tensione della corsa, cui seguirà la grande festa del borgo vincitore, comprende anche momenti rievocativi di grande interesse storico e che attirano molti visitatori (sono anche disponibili posti a sedere lungo il percorso della gara). In particolare, tutti i borghi e i paesi partecipanti allestiscono una sfilata storica rievocando vari aspetti della vita medioevale (dal matrimonio dei signori alla visita di papi, re e personaggi nobili, dalle scene militari a quelle religiose) e suscitando l’ammirazione del pubblico con arditi caroselli di bandiere lanciate in aria in spettacolari giochi coreografici da diversi gruppi di sbandieratori.

Prima della partenza delle gare il Sindaco di Asti pronuncia il rituale auspicio: "Andate, e che San Secondo vi assista" e dà il via alla competizione.

Le regole che i cavalieri devono seguire sono ferree: si monta a pelo, cioè senza sella, sono vietati gli speroni e il cavallo ha solamente un filetto in bocca per essere governato; un frustino, le briglie e la ginocchia sono gli unici mezzi a disposizione del fantino per guidare l’animale.

Varie manifestazioni legate al Palio si susseguono poi lungo l’intero corso dell’anno. Si inizia a marzo, con il Giuramento dei Rettori; il sabato antecedente il primo martedì di maggio avviene invece la Stima del Palio, offerto pochi giorni dopo alla Collegiata di San Secondo. Il terzo giovedì di settembre ha luogo lo spettacolare Palio degli Sbandieratori, mentre il Palio degli Scudieri, riservato ai fantini debuttanti, ha luogo il pomeriggio del sabato precedente il Palio.

Nella settimana del Polio si preparano le cene propiziatorie in vari rioni della città e si allestisce un colorato mercatino. Infine, il 7 dicembre si elegge la Damigella del Palio, gara a cui concorrono le più belle ragazze della provincia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Marzo 2010 09:33