Pomaro PDF Stampa E-mail
Monferrato, Astesana, Alessandrino

Provincia di Alessandria

Abitanti 416
Superficie Kmq 13,57
Altitudine m 142
Denominazione abitanti Pomaresi
Festa patronale Santa Sabina
Comuni limitrofi Bozzole, Valenza, Giarole, Occimiano. Borgo San Martino, Ticineto, Valmacca
Distanza da Alessandria Km 21
Autostrada Casello A26 Casale Monferrato Sud

 

Arte ed economia

Il nome del paese deriva o da Pomarium cioè terra fertile (termine di origine medioevale) o da poemerium cioè luogo esterno alla città nel senso di luogo di confine distaccato dal centro.

Una delle prime citazioni si ha 1069, ma il luogo acquistò maggior peso politico e strategico con Federico Barbarossa, il quale consegna il borgo ai marchesi del Monferrato. Pochi anni dopo, nel 1198, per la prima volta si menziona il castrum, anche se è probabile che con tale indicazione si intendesse un luogo "dotato", un vallo con una staccionata, ben lontano dal- la costruzione che verrà terminata nel XIII secolo. Infatti fu durante la prima dominazione pavese, nei primi anni del Duecento, che vennero costruite le opere murarie che formarono il castello. Tornato ai marchesi del Monferrato, Pomaro rimase un baluardo difensivo, talvolta per il Casalese, talvolta per il Milanese. Durante il Cinquecento, insieme a tutta la regione, il paese visse i disagi della guerra tra Spagna e Francia. Diventato dominio dei Gonzaga, tutto il territorio monferrino fu parte delle guerre di successione, "rami minori" di un conflitto chiamato poi "Guerra dei trent'anni".

Dopo la pace di Utrecht, il territorio di Pomaro diventò possedimento dei Savoia i quali lo resero un feudo governato da diverse famiglie, l'ultima delle quali fu quella dei Della Valle.

Il piccolo comune di Pomaro è famoso principalmente per il Castello posto sulla sommità del colle. Oggi l'edificio sembra un palazzo signorile, un blocco in cotto con pianta a U e tre torri poligonali chiuse da merlatura a coda di rondine. Le fondamenta provano che il castello ha un'origine molto antica, risalente agli inizi del XIII secolo. In seguito ebbe una più poderosa muratura che dava all'archetipo dell'attuale edificio la sembianza di dongione. Successivamente il Castello subì vari attacchi e danni alla sua struttura.

I lavori di restauro del 1929, per volontà della marchesa Della Valle, fecero scoprire, insieme a un motivo decorativo a dente di sega, i profili di alcune finestre dal taglio decisamente medioevale. Accanto al castello si trova il giardino ottocentesco che costituisce una buona porzione del terreno adiacente . Degna di nota è anche la Parrocchiale di Santa Sabina. Eretta il 19 luglio 1309, come si legge da una lapide del presbiterio, occupa probabilmente il posto di una chiesa precedente poiché è di un secolo prima la donazione della Santa Spina, ancora oggi conservata nella Parrocchiale. Secondo la tradizione la reliquia della corona di Cristo giunse a Pomaro alla conclusione della IV crociata, che si finì nel 1204 a Costantinopoli. La chiesa, a tre navate, ha all'interno, oltre alla venerata Santa Spina, pregevoli opere d'arte quali una Natività forse di Giuseppe Giovenone il Giovane, un San Pietro del Guala nonché una Madonna del Rosapio probabilmente commissionata alla scuola di Gaudenzio Ferrari.

La facciata fu rimaneggiata in stile neogotico su di un progetto del XVIII secolo. Il possente campanile romanico, a bifore e monofore, e una casa medioevale poco lontana, testimoniano un passato storicamente molto ricco.

Attualmente, dopo un boom migratorio verso le vicine città di Alessandria, Pavia, Casale e Valenza, la principale risorsa economica di Pomaro è costituita dall'agricoltura.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Marzo 2010 09:31