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Bicicletta

Piemonte in bicicletta: libertà tra campagne, castelli e montagne

La bicicletta è il mezzo ideale per assaporare tutte le sfaccettature del Piemonte: le colline del Monferrato e della Langa, la tranquilla pianura del Po, gli impegnativi percorsi di montagna che hanno fatto la storia del Giro d'Italia e che, dopo un'estenuante fatica, portano l'appassionato davanti a spettacoli naturali unici al mondo. In Piemonte ogni giro di pedale riserva sempre una sorpresa: si scoprono castelli, piccole chiese sperdute dal fascino medioevale, per non parlare degli infiniti profumi della gastronomia che attraversano la via del ciclista, attirandolo spesso verso il pergolato di piccole osterie ricche di bontà.

Qui di seguito è proposta una serie di itinerari, scelti cercando di coprire tutti i possibili aspetti interessanti della regione, senza per questo pretendere di essere una Guida, ma piuttosto un aiuto per iniziare a scoprire nuovi percorsi, per sentirsi un po' come il più famoso ciclista piemontese, "un uomo solo al comando", Fausto Coppi.  

E' ora di iniziare: buon giro a tutti!

 


L’Astigiano

Itinerario: Asti / Castelnuovo Don Bosco /  Vezzolano / Cocconato /Asti

Panorami    
Punti di interesse storico/artistico

 

Prodotti tipici/gastronomiaVini
Parchi

Si parte da Asti , con il suo Duomo trecentesco, e le sue chiese romaniche, rinascimentali, barocche.

Con i suoi palazzi nobiliari (tra cui quello in cui nacque Vittorio Alfieri), le storiche torri, il palio medioevale e con i suoi vini di sempre : la Barbera e la Freisa, il Grignolino e il Moscato. Tanti, troppi per non chiedere una doverosa sosta.

Verso settentrione si segue la direzione per Castelnuovo Don Bosco, patria del santo salesiano che da nome al paese, ma anche sede di una cantina sociale che trova più piacevoli richiami nella Freisa (vino rosso, sia amabile che secco, e in questo caso particolarmente adatto per gli arrosti).

Poco distante è l’Abbazia di Vezzolano, monastero benedettino dell’XI secolo considerato tra i più significativi esempi dell’arte romanica in Piemonte : un gruppo di giovani, che fa capo al municipio di Albugnano, organizza visite guidate all’interno della chiesa e del chiostro affrescato nel Trecento.

La strada del ritorno ad Asti passa per Casalborgone, in provincia di Torino e piega a meridione sfiorando Cocconato: si salga sul suo poggio e si visitino, presso la stazione, le vecchie cantine dei Bava, dove è assai largamente rappresentata la vasta gamma dei vini regionali che accompagnano a tavola agnolotti, faraone e fritti misti alla piemontese (la specialità di questa zona).

In giro per le chiese del Monferrato

Itinerario: Castelnuovo Don Bosco /  Albugnano

Panorami     

Punti di interesse storico/artistico

Da Castelnuovo si imbocca la strada per Albugnano e si prende il primo bivio a sinistra in direzione Berzano. Tra i campi, prima della borgata Nestà, si scorge la chiesetta dedicata a Sant'Eusebio. Tra quest'ultima e la strada asfaltata vi sono due stradine che portano entrambe al crinale. Giunti a vedere Castelnuovo sulla destra, il viottolo continua mantenendosi ora sul versante ovest ora su quello est del crinale.

Le deviazioni sono numerose, ma non vanno imboccate. si giunge così a Santa Maria di Cornareto e si prosegue per la chiesa di San Michele, seguendo sempre il viottolo sul crinale. Il percorso è pianeggiante, poi scende verso alcune cascine ed edifici di recente costruzione. Mantenendosi sempre il più vicino possibile al crinale, si giunge nell'abitato di Pogliano nel cui centro la strada diventa asfaltata. Si svolta al bivio a destra per la cascina Betlemme e si riscavalca il crinale nuovamente su strada sterrata che subito dopo scende.

Giunti ad un cartello di divieto di transito, si sale a sinistra per tenersi il più possibile alti per passare a monte della cascina. Sfociati su un verde prato da cui si vede Berzano, si prosegue in salita su strada asfaltata verso Albugnano e giunti al bivio con la strada provinciale da Berzano; volendo è ancora possibile entrare nel cimitero per ammirare la chiesa romanica di San Pietro.

In bici sul Po

Itinerario: Pontestura / Camino / Pobietto / Pontestura

(circa Km 18)

Panorami     

Punti di interesse storico/artistico
Vini     Parchi

Provenendo da Casale Monferrato attraverso l'abitato di Coniolo si giunge in prossimità di Pontestura, nei pressi dello svincolo della statale per Asti - Vercelli.

Superato il piazzale antistante il cimitero, si svolta alla prima strada sulla destra, in corrispondenza dell'indicazione della Stazione dei Carabinieri, proseguendo ancora dritto sullo sterrato che conduce fino al Po.

Giunti al fondo della breve discesa, si svolta a sinistra, tra i salici della sponda fluviale, in mezzo ai quali sono ben visibili le tabelle verdi del Parco Fluviale del Po (Riserva Naturale di Ghiaia Grande).

Dopo circa 500 m, in corrispondenza di un angolo delle tabelle, si svolta a sinistra affrontando la base della collina, mentre a destra si raggiunge il greto del fiume e dritto, un agglomerato di baracche.

Due ripidi tornati conducono in salita, e ancora su sterrato, in prossimità delle prime case di Pontestura dove, sempre seguendo le tabelle verdi del Parco, si svolta a destra.

Inizia qui un tratto decisamente impegnativo del percorso, che offre però uno spettacolo paesaggistico irripetibile, con il fiume che scorre nella pianura tra le risaie, le colline sulla sinistra, i vigneti e i frutteti sparsi qui e là.

Il tratto sul crinale della collina, ci porta dopo c/a 3 Km, all'abitato di Camino all'interno del quale, mantenendo sempre la destra tra le case, si giunge alla piazza Marconi ( Ristorante e benzinaio), da cui a destra si prosegue sulla provinciale per Trino, facile e in discesa, fino al ponte sul fiume.

Sempre sulla destra della piazza, appena più in basso della provinciale, chi vuole sbizzarrirsi con la discesa in sterrato (e relativa salita!), può imboccare una piacevole stradicciola ben curata, che conduce al greto del Po dopo una rapida serie di tornanti.

Poco prima del ponte di Trino, è possibile imboccare sulla sinistra la provinciale che conduce a Rocca delle Donne. Superato il ponte Trino, dopo circa 200 metri si svolta a destra su una strada sterrata, seguendo l'indicazione Pobietto.

Dopo circa 1,5 Km in parte percorso sull'argine maestro, si prosegue a sinistra verso al grossa borgata di Pobietto (frazione di Morano). Questo antico insediamento rurale immerso nelle risaie, porta ancora qualche traccia di un lontano passato medioevale (la Porta-Torre), ma soprattutto è un importante testimonianza del lavoro di risaia, quando la meccanizzazione non aveva ancora eliminato le mondine e gli aratri trainati dai buoi.

Da Pobietto si prosegue sulla destra verso Morano, fino al cavalcavia sulla statale per Asti. Superatolo, si svolta subito a destra verso la Cascina Pobietto Nuovo imboccando a sinistra un lunghissimo rettilineo parallelo alla statale. Giunti in fondo ad esso, poco prima del ponte Pontestura, c'è un sottopassaggio che, attraversato, consente di risalire sulla statale.

Superato il Po, basta seguire le indicazioni per Pontestura per raggiungere dopo un paio di chilometri, il punto di partenza.



Da Nizza Monferrato ad Acqui Terme

(Alto Monferrato)

Percorso: Nizza Monferrato - km 14 - Montabone - km 5 - Terzo - km 4 - Acqui Terme - km 8 - Ricaldone - km 18 - Nizza Monferrato.

Totale km: 49

Difficoltà: media - impegnativa

Panorami     

Punti di interesse storico/artistico

Prodotti tipici/gastronomia
Vini     Parchi     Terme
L'itinerario parte dalle bella cittadina di Nizza Monferrato, situata nella valle del Belbo, la quale racchiude in se ancora i ritmi, le tradizioni, i sapori (indimenticabile la bagna caoda) del mondo contadino del Monferrato. Si prosegue in direzione di Canelli, percorrendo una strada scorrevole, ma un po' trafficata. Poco oltre si imbocca la deviazione per Montabone e il percorso inizia ad arrampicarsi abbastanza ripidamente sulla collina ricoperta di vigneti. Da Montabone, a quota 450 metri, si possono ammirare le valli sottostanti.

La discesa prosegue per Acqui Terme, passando per Terzo, dove fermarsi a riposare per godere dello splendido panorama circostante. L'ultimo tratto di strada è molto trafficato, ma dopo soli 3 km si entra nel centro di Acqui Terme, città conosciuta per le sue fonti termali (nell'elegante piazza centrale sgorga l'acqua bollente della fonte). Da Acqui Terme si seguono le indicazioni per Nizza Monferrato/Asti, dopo circa 3 km si svolta a destra in direzione Ricaldone, dove inizia la ripida salita tra i vigneti. Il centro del paese si raggiunge dopo una breve discesa, giunti al bivio della chiesetta, la salita per Maranzana si immerge di nuovo tra i vigneti.

Le colline dedicate interamente alla coltura della vite testimoniano una produzione vinicola famosa in tutto il mondo, con prodotti quali la Barbera, il Cortese e il Moscato. La zona è altrettanto famosa per la raccolta del pregiatissimo tartufo bianco.

Si seguono, quindi, le indicazioni per Mombaruzzo, centro di produzione degli amaretti omonimi, costeggiando la ferrovia per una piccola strada pianeggiante, fino a raggiungere il bivio per Nizza Monferrato, verso cui ci si arriva attraverso una lunga discesa.



Da Novi Ligure ad Ovada

(Alto Monferrato)

Percorso: Novi Ligure  -  km 5 - Pasturana - km 3,5 -  Francavilla Bisio - km 8,5 -  Gavi - km 6 - Serra Bosio - km 5 - Mornese - km 4,5 - Lerma - km 10 - Silvano d'Orba - km 11 - Basaluzzo - km 6,5 - Novi Ligure.

Totale km: 60
Difficoltà: media - impegnativa
Panorami    
Punti di interesse storico/artistico
Prodotti tipici/gastronomia
Vini


L'itinerario parte da Novi Ligure, importante centro medioevale, di cui si sono conservati alcuni resti interessanti. Dopo avere attraversato l'interessante centro cittadino, occorre affrontare una ripida salita e proseguire su di una strada pianeggiante in direzione dell'antico borgo di Pasturana. Dal suo centro si prosegue per una ripida discesa da dove si scorge il castello di Francavilla.

Il percorso poi continua pianeggiante in direzione di Gavi, immerso fra le colline popolate da numerosi campanili, torri e cascine, dove le coltivazioni lasciano il posto alla vite, regina di questa zona di grandi vini DOC come il Cortese. A Gavi si può ammirare l'imponente fortezza risalente al 1600, che si erge sulla sommità del colle sovrastante l'abitato. Da qui si prosegue in direzione di Serra Bosio, si supera il torrente Lemme e 6 km dopo si giunge nel borgo, dal quale si gode un bel panorama delle colline circostanti.

Per poter raggiungere Mornese occorre salire ancora per 3 km e poi scendere lungo il costone della collina. A Mornese si segnalano il Santuario, la Casa di Santa Maria Mazzarella ed il castello dei Doria del XV secolo.

Si prosegue attraverso un susseguirsi ininterrotto di salite e di discese impegnative, che portano nell'antico borgo di Lerma, dal cui castello Spinola del XV secolo si può ammirare la valle sottostante con il torrente Pilota.

Una rapida discesa segue l'ingresso in Lerma, da cui si prosegue per Ovada, importante centro a cavallo tra Piemonte e Liguria, passando attraverso una strada pianeggiante fino a raggiungere il bivio per Novi Ligure. Dopo aver percorso 2 km si entra nel centro di Silvano d'Orba, di cui si può ammirare il bel castello.

Il tragitto ormai pianeggiante attraversa il centro di Basaluzzo e termina a Novi Ligure.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Luglio 2018 14:39
 

Scorci del Piemonte

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