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Trekking

CAMMINARE nel MONFERRATO

Langhe, Roero, Monferrato, i più importanti sistemi collinari della nostra regione, solo in questi ultimi anni sono stati riscoperti dal punto di vista naturalistico e ambientale. Dapprima, sulle ampie dorsali "langhette"e poi anche tra "rocche" e "bricchi" si sono moltiplicate le iniziative per un utilizzo ed una conoscenza diversa del territorio. A piedi, ma anche in sella ad una bicicletta o a un cavallo, si possono ormai compiere lunghe passeggiate su sentieri segnalati tra vigne, campi e boschi, alla ricerca dei segni dell'uomo o alla scoperta di flora, fauna e particolarità geologiche più discrete che altrove ma non meno interessanti. Tra le varie alternative, degna di considerazione è l'area attrezzata del Sacro Monte di Crea nella quale è possibile realizzare 12 itinerari. I percorsi si snodano sulle colline immediatamente prossime al Santuario, tra i paesi della valle Stura spingendosi fino a Cimino oltre il quale è il Po e la pianura. Si tratta di carrarecce, strade sterrate ma anche di sentieri e vie selciate che conducono nei luoghi più segreti e autentici dove ancora si può percepire lo spirito del Monferrato. Una successione di "bricchi" (bric è il termine con il quale sono indicati le sommità scoscese delle colline ed è una parola antica sicuramente pre-romana) e umide vallette frequentate dal tasso e da cinghiale, un alternarsi di boschi, vigne e coltivi. Misteriose sorgenti da cui si sprigiona il caratteristico odore di uova marce (fontane solforose sono chiamate), chiesette diroccate, casali solitari che ci parlano invece di un'epoca in cui il Monferrato era fittamente abitato.

Un itinerario in particolare, quello del "Crea, ma fuori dell'area protetta (che ha una estensione limitata) in boschi e terreni per lo più di proprietà privata, vale quindi la pena proporre la raccomandazione dei cultori del volume: "A coloro che si apprestano a percorrere questi sentieri rivolgiamo l'invito a rispettare il lavoro degli altri: non è la mela raccolta che provoca il danno né il singolo grappolo d'uva reciso, ma il calpestio distratto, lo spreco e a volte anche lo spregio".

I percorsi non sono mai lunghi e compresi tra l'ora e mezza e le cinque ore. Questi tempi di percorrenza sono puramente indicativi e rivolti (fortunatamente) più al turista contemplativo che non al macinatore di sentieri: la fretta in Monferrato è una cattiva consigliera, non ci sono cime da raggiungere né da ingaggiare la dura lotta con l'alpe. Anche l'attrezzatura è limitata, basta il normale abbigliamento di stagione, scarpe da ginnastica e se c'è minaccia di pioggia mantellina e/o ombrello. Se il tempo è o è stato umido, molto utili possono essere gli stivali di gomma, qualche tratto infatti può risultare anche molto fangoso. Tutti i periodi dell'anno vanno bene per camminare, d'estate però è bene evitare i crinali più assolati e se si devono attraversare zone d'ombra è necessario prendere le dovute precauzioni contro le zanzare che da queste parti sono particolarmente assatanate.

Se i pericoli oggettivi sono limitati, più problematico può risultare l'orientamento: trattandosi di percorsi ad anello sarebbe bene non sbagliare percorso, ma non sempre è facile districarsi nel dedalo di stradine e carrarecce; navigare a vista nei boschi è poi molto difficile. Attualmente i percorsi non sono segnalati, le eventuali indicazioni che si incontrano (frecce, cartelli) non devono trarre in inganno. E' però prevista in futuro (i lavori sono già in corso), la segnalazione completa. I segnavia saranno quelli tradizionali rosso – bianco – rosso. Nella parte centrale bianca sarà riportato il numero del sentiero che in questa zona inizieranno dal 701. Bacheche per la descrizione del percorso poste lungo ogni anello ne faciliteranno l'individuazione.

Attualmente non sono previste escursioni accompagnate ma telefonando alla sede del parco (0141-927120) si potranno avere dai competentissimi guardaparco tutti le informazioni del caso. Tra le passeggiate segnaliamo quella delle fontane di Villadeati e quella dei boschi di Montaldo quest'ultima in uno degli ambienti più selvaggi di tutto il Monferrato.

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 17:54