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Trekking

La Via Francigena  

Nel Medioevo, verso l'anno Mille, iniziarono frequenti pellegrinaggi verso i più famosi luoghi di culto della cristianità (la Terra Santa, Roma, Santiago di Compostela); numerosi gruppi di pellegrini percorrevano, tra insidie e pericoli, a piedi o a cavallo, le grandi arterie che collegavano le parti più lontane d'Europa.
Una tra le strade più importanti dell'epoca era la Via Francigena o Romea, che univa il Mare del Nord a Roma.
Oggi a testimonianza dei pellegrini restano piccole cappelle votive romaniche tra le rovine degli antichi ospedali, oltre a un diario di viaggio del vescovo Sigerico, che partì dall'Inghilterra, una preziosa testimonianza della vita del pellegrino.
La Via Francigena entrava in Italia seguendo due percorsi principali distinti: il primo attraversa il Piemonte con direzione Genova, in particolare era la Valle di Susa la porta di accesso; il secondo parte dal passo del Gran San Bernardo e quindi la Valle d'Aosta, con direzione Pavia e la Pianura Padana.

Di seguito vengono riportati i due percorsi principali e le rispettive zone del Piemonte attraversate: uno spunto per ripercorrere nel nuovo millennio e nell'anno del Giubileo le antiche strade dei pellegrini, ancora oggi ricche di preziose testimonianze religiose ed artistiche del passato.


Primo itinerario
Valle di Susa e Torinese / Monferrato

Valle di Susa e Torinese

Oulx / Susa / Bussoleno / Chianocco / Avigliana / Torino / Chieri

Il primo itinerario, tutto in Piemonte, iniziava attraversando il valico del Moncenisio, a 2084 metri di quota, oppure il Monginevro, a 1854 metri di altitudine. Questi due passi, non facilmente attraversabili nel Medioevo, danno accesso alla Valle di Susa.
Il primo paese che incontravano i pellegrini era Oulx, che ancora oggi reca i segni del passato medioevale nelle case a graticcio del centro storico e nelle vecchie fontane in pietra. Di qui il percorso procede verso Susa, una città antichissima, già capitale di un prospero regno prima della conquista romana. E' una città ricca di testimonianze storiche (vedere anche la pagina ad essa dedicata): l'Arco di Augusto, eretto tra il 9 e l'8 a.C. per celebrare il patto tra l'imperatore romano e Cozio I re di Susa, le antiche mura con l'imponente Porta Savoia, la cattedrale di San Giusto, costruita da Manfredo II nel 1029, l'acquedotto romano del IV secolo e l'antico borgo dei mercanti.
Tappa successiva è Bussoleno, cinto da mura nel medioevo, ora riporta ancora i segni del passato nel centro storico, in particolare è degna di nota la Casa Ascheri, perfettamente conservata. Vale la pena di fare una piccola deviazione verso Chianocco, borgo famoso per l'"orrido" scavato dal torrente Prebech.
Da Bussoleno si prosegue in direzione di Avigliana, lungo il percorso sorgono due delle più famose abbazie italiane (alle quali cui sono dedicate due pagine specifiche): la Sacra di San Michele, costruita su uno sperone di roccia a picco sull'imbocco della Val di Susa e la Novalesa, molto conosciuta nel medioevo per il suo ospedale all'avanguardia in Europa. Arrivati ad Avigliana vale la pena visitare la chiesa gotico-romanica di San Pietro, fondata dai Benedettini attorno al 1000 e ammirare il panorama sui due laghi omonimi.
La tappa successiva è la chiesa di Sant'Antonio di Ranverso, nei pressi di Rivoli, una delle più belle chiese gotiche medioevali del Piemonte, luogo di accoglienza e ristoro dei pellegrini, spesso preferita a Torino.
Il percorso proseguiva verso Torino (vedere pagina specifica) e quindi, dopo Chieri (vedere pagina specifica), entrava nel Monferrato in direzione di Asti.


Monferrato

Asti / Felizzano / Carpeneto / Gavi / Voltaggio

Asti / Alessandria / Frugarolo / Bosco Marengo / Basaluzzo /  Stazzano / Gavi / Voltaggio

Asti / Alessandria / Castellazzo Bormida / Sezzadio / Cassine / Rivalta Bormida / Acqui Terme / Spigno Monferrato

Il Primo Itinerario della Via Francigena, dopo Chieri, si inoltra nel Monferrato verso Asti (vedere pagina specifica), importante centro medioevale, che all'epoca dei grandi pellegrinaggi, vedeva sorgere la grandiosa cattedrale di Maria Assunta. Prima di arrivare in città vale la pena fare una deviazione verso Albugnano, nei pressi del quale sorge l'abbazia di Vezzolano, una delle più interessanti testimonianze artistiche del Piemonte.
Attraversati i paesi del Monferrato Astigiano, si entra nella parte di Monferrato in provincia di Alessandria, un territorio che da sempre è stato al centro delle grandi vie di comunicazione.
Si svilupparono diversi rami della via dei pellegrini, alla volta dei luoghi sacri della zona, tutti comunque diretti verso Genova.

Un importante ramo della Via Francigena scendeva da Asti verso Felizzano, dove è ancora possibile visitare il Santuario della Madonna della fonte (restaurato) con abside romanica, il campanile romanico della parrocchiale, la tozza torre del XII secolo e i resti della costruzione originaria della chiesa di San Pietro. La strada proseguiva poi  per Gavi, passando attraverso Carpeneto, dove ancora oggi sono visibili i resti della costruzione del Castello e della chiesa dell'Assunta, XV secolo.
Un altro ramo giungeva invece a Gavi da Alessandria (vedere pagina specifica). Oggi l'antico tracciato è percorribile imboccando da Alessandria (dove è visitabile la chiesa romanica di Santa Maria di Castello) la strada per Frugarolo (dove sono ancora visibili le parti romanico-gotiche della parrocchiale, il campanile romanico e i resti della cinta muraria medievale), proseguendo poi per Bosco Marengo (interessante la rinascimentale basilica di Santa Croce, voluta da Papa Pio V nel 1556 e ricca di pregevoli dipinti del Vasari e del Moncalvo) e Basaluzzo (vedere la parrocchiale romanico-gotica del XV secolo) fino a Gavi, passando per Stazzano (vedere il poderoso castello, trasformato nell'800 in seminario). Importante snodo commerciale e difensivo, Gavi offre la possibilità di visitare il bellissimo Forte e l'antica parrocchiale di San Giacomo.
Entrambi gli itinerari, prima di entrare in Liguria, attraversavano il paese di Voltaggio, dove sono presenti ancora alcune case medioevali e resti del Castello. Una menzione a parte merita la Pinacoteca dei Padri Cappuccini, che ospita tele di scuola genovese dei secoli XVI e XVII.

Un terzo ramo, seguito principalmente dai pellegrini di Santiago di Compostela, seguiva l'antico tracciato della via Aurelia, lungo il percorso della Val Levata.
Da Alessandria si va verso Castellazzo Bormida, dove visitare l'abbazia di Santo Stefano e la pieve della Santissima Trinità da Lungi, con i bei capitelli romanici finemente decorati e l'abside affrescata. Quindi si arriva a Sezzadio, che ospita uno dei monumenti medioevali più importanti del Piemonte: l'abbazia di Santa Giustina. Fondata nel 722 dal re longobardo Liutprando, ristrutturata nel 1030 da Ottoberto, fu ricostruita dai Benedettini dopo la metà dell'XI secolo.
A questo punto è possibile compiere una piccola deviazione dal percorso seguito dai pellegrini per visitare il complesso di San Francesco di Cassine, complesso gotico-romanico. All'interno, il famoso ciclo di affreschi del Trecento nella sala capitolare e la reliquia del Triregno di San Pio V, custodita da una teca settecentesca.
Tornando al percorso originario si giunge a Rivalta Bormida, dove è possibile visitare l'abbazia di San Remigio. Si prosegue, quindi, per Acqui Terme che ospita la basilica di San Pietro, di origine paleocristiana e il Duomo con l'abside del 1065,
Il percorso si chiude in Piemonte a Spigno Monferrato, che conserva interessanti resti della millenaria abbazia di San Quintino, oggi incorporati in una casa colonica. L'abbazia, fondata nel 991 e retta dai Benedettini fino al XV secolo, presenta affreschi databili attorno al 1000.


Secondo itinerario

Canavese e Vercellese

Settimo Vittone / Ivrea / Cerione / Salussola / Viverone / Cavaglià / Santhià / Vercelli

L'itinerario piemontese, dalla Valle d'Aosta, inizia da Settimo Vittone, un antico posto di guardia romano, nelle vicinanze del quale sorge l'abbazia di Santo Stefano, fondata nel 1041 e prezioso luogo di ospitalità, dopo la dura attraversata della Alpi.
Si prosegue verso Ivrea, capitale della Marca e addirittura del regno italico di Arduino, tra il 1002 e il 1013. La città reca ancora notevoli testimonianze del suo passato medioevale: si possono vedere le antiche mura e il maestoso Duomo, eretto a partire dal IV secolo.
Percorrendo la Via si incontrano le interessanti chiese di Cerrione e Salussola. Si prosegue quindi in direzione del paese e del lago di Viverone, temuto dai pellegrini per una leggenda di un mostro in agguato nelle sue acque. Nel borgo si erge il Castelli di Roppolo, quasi irriconoscibile dopo i ripetuti restauri.
Tappa successiva è il paese di Cavaglià, presso il quale sorge il santuario di Nostra Signora di Babilone: costruito, probabilmente, sui resti di una chiesa del V secolo, eretta da Teodolinda, regina dei Longobardi. Da Cavaglià si arriva a Santhià, antichissima cittadina, conquistata dai Romani nel 143 a.C., ma mai completamente sottomessa alla cultura latina (il nome stesso è una contrazione di origine celtica del nome della sua patrona Sant'Agata, alla quale è consacrata la parrocchiale).
Ultima tappa piemontese di questo ramo più settentrionale della Via Francigena è la città di Vercelli (vedere pagina specifica), dove si ferma nel 994 il vescovo Sigerico, uno dei più antichi testimoni di questa via di pellegrinaggio. Vercelli, nel Medioevo, era un importante borgo al centro di attività commerciali e culturali; nel IV secolo Sant'Eusebio vi fondò il primo episcopato. Di grande interesse la Basilica di Sant'Andrea, conosciuta in tutto il mondo cristiano per le sue mirabili architetture gotico-romaniche e per le reliquie che custodisce. Da non perdere, inoltre, il Duomo di Sant'Eusebio e la chiesa di San Paolo

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Settembre 2012 16:26
 

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